RISK APPETITE FRAMEWORK

Dalla Circ. 263/06 di Banca d’Italia “Nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le Banche”

“Le banche definiscono un quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio (Risk Appetite Framework – “RAF”), che fissi ex ante gli obiettivi di rischio/rendimento che l’intermediario intende raggiungere e i conseguenti limiti operativi.

La formalizzazione, attraverso la definizione del RAF, di obiettivi di rischio coerenti con il massimo rischio assumibile, il business model e gli indirizzi strategici è un elemento essenziale per la determinazione di una politica di governo dei rischi e di un processo di gestione dei rischi improntati ai principi della sana e prudente gestione aziendale.”

“Le banche devono assicurare la completezza, l’adeguatezza, la funzionalità e l’affidabilità del sistema dei controlli interni. “

Da “Il processo di definizione e gestione del Risk Appetite nelle banche italiane”  Gruppo di lavoro sul Risk Appetite dell’ABI – Marzo 2011

“L’attività di monitoraggio del framework di Risk Appetite deve essere finalizzata all’analisi dei trend di rischio ‐ rendimento della Banca ed all’individuazione delle eventuali criticità, al fine di mettere in atto azioni correttive. Pertanto il processo di monitoraggio deve essere strutturato sviluppando:

  • un sistema di reporting con metriche coerenti con il framework di Risk Appetite e strumenti di comunicazione di immediato utilizzo;
  • un sistema di early warning efficace che sia supportato da processi di intervento tempestivi, e con l’individuazione di specifiche responsabilità.”

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